CRONACA    (BA)  -  lunedì 12 febbraio 2018 - 08:04

Traffico internazionale di rifiuti pericolosi, arrestati 3 imprenditori

Sette persone denunciate, sequestrate 4 aziende e mezzi pesanti nel barese

di Redazione Norbaonline
Traffico internazionale di rifiuti pericolosi, arrestati 3 imprenditori

Utilizzavano i rispettivi complessi aziendali (beni, mezzi e persone) per cannibalizzare i veicoli fuori uso (costituenti rifiuto) mediante il taglio a pezzi degli stessi, così ottenendo parti di essi che venivano esportate dichiarandole falsamente come parti di ricambio, ossia non rifiuto, ma costituenti in realtà ancora rifiuti speciali pericolosi e non. Per questo tre imprenditori, Domenico Cassetta di Andria, Domenico Montaruli di Ruvo di Puglia e l'egiziano Deyab Ashraf, sono stati arrestati dai carabinieri forestali del Gruppo di Bari. I militari, inoltre, hanno sequestrato quattro aziende a Palo del Colle, Ruvo di Puglia e Andria, oltre a diverse decine di mezzi pesanti e, per equivalente, beni per un totale di oltre un milione e settecentomila euro, in esecuzione di un'ordinanza cautelare emessa dal gip di Bari.

l provvedimento fa seguito a seguito di due anni di indagini condotte dai carabinieri forestali su delega della Direzione Distrettuale Antimafia. Oltre ai tre arrestati, di cui uno egiziano e gli altri due di Ruvo di Puglia e Andria, sette persone sono state  denunciate a piede libero. Per tutti l'accusa principale è di traffico internazionale organizzato di rifiuti pericolosi tra Italia, Egitto, Iran e Libia. Secondo l'accusa gli arrestati, insieme alle persone denunciate, avevano costituito un'organizzazione che esportava all'estero veicoli fuori uso (semirimorchi, autocarri cassonati e furgonati anche adibiti ad usi speciali come mezzi frigorifero e betoniere non più idonei alla circolazione su strada in quanto non marcianti ed inutilizzabili) costituenti rifiuti speciali pericolosi nonché parti di veicoli fuori uso (cabine, assali, pneumatici, serbatoi, motori, alberi di trasmissione, semiscocche, tettucci, marmitte, impianti frenanti) mai sottoposti alle operazioni di trattamento previste.

Così avrebbero risparmiato milioni di euro di spese di smaltimento dei rifiuti. Erano gli stessi indagati, nelle intercettazioni, a definirli "munnizz", consapevoli di commettere attivita' illecita tanto che, in una conversazione, uno di loro dice "uccidi il forestale". I rifiuti erano prevalentemente destinati in Iran, Libia, Egitto, Giordania, Afghanistan, Togo, Somalia, Iraq, Nigeria e atri Paese di Africa e Asia.

Numerose sono le fatture sequestrate corredate da Dichiarazione nelle quali si attestava falsamente l'avvenuta "messa in sicurezza e bonifica mediante le operazioni di aspirazione degli olii e liquidi ivi contenuti e mediante smontaggio dei relativi filtri" ad opera di Ditte specializzate. Sono state, inoltre, sequestrate false documentazioni utilizzate per presentare come parti di ricambio i rifiuti esportati. Per tali principali ragioni, agli indagati sono stati contestati numerosi reati di falso.

Le aziende sequestrate sono state sottoposte ad amministrazione giudiziale. L'indagine è stata condotta dai carabinieri Forestali del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale del Gruppo di Bari con la collaborazione dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli-Direzione Centrale Antifrode e Controlli, che ha permesso agli investigatori di localizzare e bloccare i traffici in esportazione.





Tag: traffico rifiuti, arresti, denunce

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