Duplice omicidio Lecce, fermato un 21enne di Casarano

  |  LECCE (LE)  -  lunedì 28 settembre 2020 - 22:56

Si chiama Antonio De Marco, studia scienze infermieristiche, è stato coinquilino di una delle vittime

di Antonio Procacci
Duplice omicidio Lecce, fermato un 21enne di Casarano

Si chiama Antonio De Marco, ha 21 anni, è originario di Casarano, ed è uno studente di scienze infermieristiche presso l'università del Salento, impiegato presso l'ospedale Vito Fazzi di Lecce la persona fermata con la gravissima accusa di aver ucciso i fidanzati Daniele De Santis ed Eleonora Manta esattamente una settimana fa, nello stabile di via Montello dove i due ragazzi erano appena andati a convivere. De Marco è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto.

L'annuncio è stato da questa sera dal procuratore capo Leonardo Leone De Castris. "La ricostruzione dell'episodio si è resa subito molto complessa perché inizialmente, per un lungo tratto della vicenda, durata una settimana, non è stato possibile ricostruire il movente, ancora parzialmente ignoto", ha detto il Procuratore.

Il fermo è scattato in seguito a dati tecnici e allo sviluppo di elementi obiettivi, ha spiegato il capo della Procura di Lecce, che ha evidenziato il grande lavoro della polizia giudiziaria, "brillantissimo" è stato definito da Leone De Castris.

Le indagini sono partite dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona. Gli investigatori avevano in mano fotogrammi non diffusi dalla stampa, a quanto pare molto più definiti di quelli diffusi da giornali e tv.

I sospetti si sono subito concentrati su De Marco, che è stato anche sottoposto a intercettazioni e pedinamenti.

Ad incastrarlo, in particolare, sarebbe stato il famoso bigliettino che il ragazzo ha perso durante la fuga, sul quale era segnato il percorso per evitare le telecamere. La grafia di quel pezzo di carta è stata sottoposta a comparazione grafica con i documenti in possesso di Prefettura e Comune e, a quanto pare, è stata trovata rispondenza. E' una perizia preliminare, ma a quanto pare i dati sono confortanti.

Secondo quanto emerso, De Marco è stato coinquilino di uno dei deu ragazzi, affittuario di una stazione, fino ad agosto scorso.

Il procuratore ha parlato di una "fortissima premeditazione" e, ancor più inquietante, ha detto che "ciò che è stato rinvenuto nell'abitazione ci fa propendere per l'ipotesi che l'omicidio in realtà dovesse essere una rappresentazione, anche per la collettività". Dettagli maggiori, su questa affermazione, Leone De Castris non ne ha forniti.

"Questa è la nostra ipotesi accusatoria", ha aggiunto il procuratore. "Ci auguriamo ora una confessione".

"La città di Lecce", ha concluso il capo della Procura, "esce da un incubo".

Al termine delle sua dichiarazione c'è stato un applauso e i complimenti dei presenti per il buon lavoro svolto.

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